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Ps4 Videogames

Le 10 migliori esclusive per Ps4

C’è esclusiva ed Esclusiva…

Con l’inizio di marzo, ci si avvia verso la fase calda di questo 2018, tra esclusive e grandi ritorni come Far Cry 5. Nell’ottava generazione, ogni console ha saputo dire la sua. Certo, chi più chi meno, ma non è questo il luogo nè il momento per parlarne. Oggi ci soffermeremo su quali siano state fino ad oggi le 10 migliori esclusive fornite da Sony in questa competizione all’ultima IP. Quindi , senza indugiare, iniziamo a parlare dei giochi che ci hanno fatto amare l’Ottava Generazione di casa Sony.

10. Nioh

Il 2017 ha portato uno dei souls-like migliori di sempre. Questo lavoro made in Team Ninja, è riuscito a trasportarci nel fantastico mondo del folklore nipponico. Inizialmente venne annunciato nel 2004, come gioco legato al film Ori. Ci furono degli annunci in seguito nel 2006, e la distribuzione era prevista per Ps3 nello stesso anno. Nel 2009 il titolo era ancora in sviluppo. Con la successiva unione di Koei Tecmo, il lavoro passò infine al Team Ninja.
Nioh ci trasporta nel tipico giappone feudale, tra Yokai e Demoni che infestano i sobborghi giapponesi. Il nostro protagonista, William, si riscopre samurai dopo essersi recato in Giappone per conto del governo di Elisabetta I, in seguito alla scoperta dell’amrita, sostanza dorata capace di assicurare la vittoria inglese sulla Spagna.

Seguiremo quindi il suo viaggio, accompagnati dal nostro spirito guardiano, affrontando shogun, samurai e creature fantastiche. Parlando del gameplay puro, il combat system è il punto di forza di questo titolo. Le missioni, sia secondarie che primarie, soddisfano tutti i tipi di giocatori, sia i neofiti che quelli volenterosi di sfida. Grazie infatti alla difficoltà crepuscolo, ci si può mettere alla prova con missioni di sfida estrema.

Un lavoro encomiabile del Team Ninja, coronato anche dagli ottimi DLC usciti nel recente passato. In seguito, nel Novembre 2017, Nioh è sbarcato anche su PC nella sua versione completa di contenuti aggiuntivi. Ora non avete scuse: che abbiate Ps4 od un PC, recuperate questa punta di diamante dei souls-like.

9. Crash Bandicoot Nsane Trilogy

Che voi siate cresciuti con Ps1 o Ps2, di sicuro avrete provato almeno una volta un titolo di Crash Bandicoot. Questa mascotte Sony (made in Naughty Dog), ha fatto a modo suo la storia dei platform, nel bene e nel male. Col primo titolo Ps1, gettò delle solide basi per il futuro del genere – sì acerbe, ma molto solide. Coi due successivi capitoli infine, entrò nell’olimpo assieme a Mario e compagnia bella. Il futuro però, non ha riservato il meglio per il bandicoot. Il passaggio ad Activision, segna la fine del brand. È all’E3 2016 che accade l’imprevedibile. Sviluppato da Vicarious Visions, di lì a poco sarebbe uscito il remake dei primi tre storici capitoli di Crash.

Giunto sugli scaffali dei negozi, indipendentemente dall’età, abbiamo potuto rivivere grandi emozioni e nere arrabbiature. Il feeling, pad alla mano, è praticamente identico. Il rifacimento dei livelli rasenta la perfezione e la difficoltà è sempre la stessa. Ci si ritrova ad imprecare con High Road e Slippery Climb come ai vecchi tempi, a ripercorrere gli storici livelli del secondo capitolo e le implementazioni di Warped.

Questa manovra di mercato, indubbiamente nostalgica, risulta però una resa di giustizia ad un brand che tanto ha dato e che è stato in seguito snaturato brutalmente. L’augurio è che Activision mantenga la promessa e ci permetta di giocare ad un nuovo Crash bello tanto quanto i primi 3.

8. Nier Automata

Nier Automata è stato uno dei successi inaspettati del 2017. Questo titolo, proviene da una saga di nicchia anche in Giappone del genio folle Yoko Taro. Questo eccentrico genio, indossa sempre una maschera per coprirsi il viso, anche alle conferenze ufficiali. Questa sregolatezza si riflette anche nel titolo. I giochi di questa saga (in particolare Nier: Automata) hanno una trama fittissima, intrecciatissima e comprensibile al meglio solo dopo molteplici conclusioni del gioco. Si tratta di una storia con protagonista la femme fatale 2B, una donna robotica inviata in missione su una Terra post-apocalittica per liberarla dal dominio delle macchine. Scoprirà però di non avere rancore per tutte le creature di latta, poichè molte di esse si riveleranno per come non sembrano.

Il gioco affronta tematiche importanti: razzismo, terrorismo ed anche omofobia. Una scelta coraggiosa che, assieme ad un’ottima componente ludica, ha premiato Platinum Games. Un gioco a dir poco camaleontico, sempre in evoluzione. Si passa dallo shooter, al rogue-like e al musou. La visuale cambia di conseguenza – 2D e 3D – sempre adattandosi alle situazioni. Scelte coraggiose, per un mercato che non ha coraggio di evolversi. Ma Automata ce l’ha fatta. Non ci resta che aspettare trepidanti le prossime folli idee di Yoko Taro.

7. Shadow Of The Colossus Remake

Al settimo posto troviamo il ritorno in grande stile di uno dei titoli che hanno fatto la storia del medium videoludico. Shadow of the Colossus torna con un remake di qualità altissima su Ps4, rinnovato sia graficamente che nelle feature di gioco. Il capolavoro di Fumito Ueda è la storia di Uander, un giovane ragazzo che per salvare la sua amata, si recherà in una terra proibita per conto dei Dormin, ad uccidere dei Colossi di terra. Tra di questi ci sono alcuni dei più iconici mostri dei videogiochi come Phaedra, Phalanx e Colossus. Graficamente spinto al massimo, sembra di muoversi in un quadro in movimento.

Tutto questo è merito dell’encomiabile lavoro di Bluepoint Games. Non essendo legato all’opera originale di Ueda, ma mantenendone lo spirito, sono stati introdotti i collezionabili. Per tutta la mappa di gioco infatti sono sparsi più di 70 collezionabili, al fine di spronare il giocatore all’esplorazione.

Oltre le già presenti lucertole e frutti, ci sono poi le sfide contro i Colossi. Ad esempio vi verrà richiesto di battere un determinato colosso a normale o difficile per permettervi di sbloccare un determinato oggetto. Tutto questo, unito alla nuova feature della modalità foto, rende questo remake l’esperienza definitiva di Shadow of the Colossus.

6. Gran Turismo Sport

Uno ritorno trionfale di uno dei brand storici Playstation. Nato sulla storica Ps1, Gran Turismo è sempre stata una delle migliori serie di racing game sulla piazza. Anche questa volta non si smentisce. La qualità di GT Sport raggiunge l’apice della serie del genio Kazumori Yamauchi. Il focus di questo capitolo è soprattutto la competizione online, scelta che si stacca poco dai precedenti, ma in modo più marcato. Graficamente questo settimo capitolo spinge al massimo l’hardware di Ps4, e si presenta ancora meglio in versione Pro.

La resa grafica delle auto, sia in game che non, è altissima – quasi sembra che quei bolidi siano stati presi dalla fabbrica e trasportati in game. Il feeling alla mano è stupendo, ancora meglio se si è muniti di apposito volante per la simulazione di guida. L’evento che ha fatto notizia riguardo questo gioco, è stata l’assegnazione della laurea ad honorem a Yamauchi proprio nel bel Paese, l’Italia, precisamente all’Università degli studi di Modena. Riconoscimenti meritatissimi, per il padre di un titolo che si conferma come uno dei migliori racing game mai concepiti nella Ottava Generazione videoludica.

5. The Last Guardian

Fumito Ueda è conosciuto nel mondo dei Videogiochi per aver dato vita ad alcune delle opere più introspettive e all’avanguardia nella storia dei videogiochi. La sua trilogia, anche se non strettamente unitaria, è composta da Ico, Shadow of the Colossus ed il recente The Last Guardian. La storia dell’ultimo lavoro del Team Ico è nota a molti. Il gioco è stato infatti annunciato 10 anni prima di quella che sarebbe stata l’effettiva data di uscita, con un lungo periodo d’attesa fatto di sole immagini e nulla più. A fine 2016, in seguito ad un ritorno nella precedente edizione dell’E3, arriva sulle PlayStation 4.

Ciò che ci si trova davanti è una vera sorpresa. La storia, narrata in classico stile Ueda, parla di un piccolo bambino, il quale si trova coperto di segni sul corpo ed al fianco di una strana bestia di nome Trico. Quest’ultimo è un incrocio fra un topo, un cane ed una creatura alata. All’inizio si mostra aggressiva, ma ben presto tra i due nascerà una complicità nella quale si ritroveranno ben più di una volta a salvarsi a vicenda. Sarà per voi naturale affezionarvi ai due e più di una volta, versare qualche lacrimuccia. Tralasciando i problemi che qualche volta potrebbero presentarsi con la telecamera, il gioco è l’apice lavorativo di Ueda-Sensei.

Paesaggi aperti ed immensi , alternati con anfratti claustrofobici, nemici sul nostro cammino fatto molte volte anche di sofferenza, fanno di The Last Guardian uno dei viaggi più memorabili della storia dei videogiochi. Narrazione e componente ludica trovano qui un rapporto nuovo, non più basato sull’imitazione di pattern presi da altri media. Un’odissea, la quale ha ripagato con la qualità la lunga attesa decennale.

4. Uncharted 4

Prima di arrivare al podio c’è lui, il tombarolo più famoso dei videogiochi assieme a Lara Croft. Nathan Drake conclude il suo viaggio in questo ultimo e quarto capitolo di Naughty Dog. Lo studio di Santa Monica ci ha permesso, in quel 2016 di vivere una delle migliori action-adventures di sempre. In 22 capitoli, seguiamo il viaggio che porta il nostro Nathan a mettere la parola fine alla sua ragione di vita. La trama segue direttamente gli eventi del terzo capitolo. L’incipit vede il signor Drake che ha rinunciato alla vita di cacciatore di tesori, per dedicarsi alla sua amata sposa Elena e ad un lavoro normale. pause di forza maggiore, Nathan è costretto a tornare ancora una volta nel mondo del rischio e del pericolo, una volta suo pane quotidiano.

Scopriremo il passato del nostro protagonista e vivremo quella che risulta essere una delle vette qualitative del genere action-adventure. Le fasi shooter si alternano perfettamente ai complicati puzzle ed all’esplorazione. Le ambientazioni di gioco lasciano a bocca aperta il giocatore che quasi sembra trovarsi in un film hollywoodiano. Il DLC “L’eredità perduta” risulta sottotono rispetto al titolo principale, ma non è di certo pessimo contenuto aggiuntivo. In conclusione, se non lo avete ancora fatto, recuperate l’intera Uncharted Saga e vedrete come ha inizio e fine, la vita di un ladro.

3. Persona 5

Entriamo nella top 3, ed apriamo le danze con quello che è riuscito a tenere testa nel 2017 a titoli come Breath of the Wild e Horizon Zero Dawn. Stiamo parlando di Persona 5, un titolo che a tutti gli effetti potrebbe essere il miglior JRPG di tutti i tempi (finora). Di titoli di questo genere ce ne sono tanti e tutti molto simili tra loro. Tutti, tranne Persona 5.

Questo titolo nasce dalla costola della saga Shin Megami Tensei, come spin-off. Atlus ha poi reso questo un brand a sè stante. In questo quinto capitolo, uscito in Giappone nel 2016 e nel resto del mondo nel 2017, si raggiunge il massimo della qualità. Fin da subito si può capire a cosa si va incontro: cutscene paragonabili al migliore degli anime giapponesi – con uno stile ed una resa grafica unica; Colonne sonore memorabili; Diverse bossfight, ciascuna con il suo tema. Una delle colonne sonore più celebri è “Last Surprise” che vi consigliamo sentire.

Le meccaniche si basano sulla consolidata formula degli scontri a turni, accompagnati da menù dalla grafica unica. L’altra formula parallela di gameplay è il dating simulator. Questo non risulta assolutamente noioso, nonostante le numerose linee di dialogo possano spaventare alle prime battute. Se proprio si volesse trovare il pelo nell’uovo, potremmo citare la mancata localizzazione. Per il resto, tutto ineccepibile. Cosa aspettate? Una volta finito di leggere questa classifica, correte a recuperare il capolavoro dei JRPG.

2. Horizon Zero Dawn

C’è bisogno anche di presentazioni per questo titolo? Dire che si è meritato il secondo posto è un vero e proprio eufemismo. Horizon Zero Dawn è il gioco che assieme a Breath of The Wild e Super Mario Odyssey ha dato più valore al 2017 videoludico. Titolo pluripremiato, acclamato dalla critica e candidato ai Game Award come gioco dell’anno, questo titolone made in Guerrilla Games ha venduto più di 7,6 milioni di copie in un anno.

Parliamo ora dei vari punti di forza del titolo. Partendo dalle ovvietà, Zero Dawn è quanto di meglio esista graficamente sulle console Sony sia su Ps4 standard che in versione Pro. I paesaggi post apocalittici e naturali del titolo sono qualcosa di unico e mai visto in precedenza. In questo fantastico ambiente di contorno, si sviluppa una trama articolata, fantapolitica ed apocalittica, in cui le macchine dominano la Terra proprio come fossero dei dinosauri. Aloy è la nostra protagonista, un personaggio femminile forte e deciso, caratterizzato nel migliore dei modi.

Il combat system melee pecca forse di una semplificazione estrema, ma è solo una piccolezza. Un RPG open world da non perdere, una vera perla rara del medium videoludico. Guerrilla Games ha fatto centro con questa nuova proprietà intellettuale, ed ha riconfermato la qualità col DLC The Frozen Wilds. Non ci resta che aspettare trepidanti il loro prossimo lavoro.

Primo Posto: Bloodborne

In prima posizione troviamo quella che è in assoluto l’esperienza PS4 DEFINITIVA. Stiamo parlando di Bloodborne, il capolavoro firmato From Software. L’annuncio di questa nuova IP in esclusiva Sony sconvolse tutti i fan dei Souls. Una volta arrivato su console, non potemmo che godere – Si, non neghiamo. Parlare della trama di Bloodborne sarebbe impossibile: ha profonde ispirazioni lovecraftiane e più che una storia abbiamo una lore fatta di speculazioni, descrizioni di oggetti e quest, in puro stile Miyazakiano.

Impersonando un cacciatore intrappolato in un incubo senza fine, dovremmo affrontare la piaga delle belve, la quale ha origine nel sangue. Tutto ruota infatti proprio attorno al sangue e agli antichi esseri, creature mistiche ed aliene. Il livello di dettaglio degli abiti, delle armi e dell’ambiente di gioco è praticamente di rara qualità. Sono riconoscibili le borchie e i bottoni su ogni equipaggiamento, le fasce sull’elsa di ogni lama o gli intarsi sui carri sparsi per Yarnham.

Il combat system risulta genuinamente uno dei meglio concepiti nel solco dei Souls-Like. Non esistono scudi, solo pistole o archibugi per fare i parry, e l’arma nella mano destra. Combattendo si ha anche la possibilità di recuperare vita prosciugando il sangue del nemico. Il numero limitato di fiale di sangue curative e di proiettili, rende tutto più pressante e sideralmente calcolato. Le ambientazioni di gioco sono in puro stile gotico – forse poche, ma tutte diverse tra loro. Una feature unica del gioco sono i Chalice Dungeon: Veri e propri dungeon generati randomicamente, nei quali affrontare vari livelli e bossfights allo scopo di accumulare risorse e completare sfide. Il connubio di tutto questo, rende Bloodborne l’esperienza che meglio avvalora l’acquisto di una PlayStation 4.

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Antonio Maddaluno

Cresciuto a pane e videogames, con la passione per la musica ed il cinema.
Fin dalla mia prima console, la Playstation 1, ho capito che sarebbe stato amore eterno. Sono convinto che i videogiochi siano arte e lotterò sempre per difendere questa definizione.
Mi hanno detto che nella vita sarei potuto diventare quello che volevo , ecco perchè adesso scrivo per DrCommodore.it