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Metal Gear Survive: tutto ciò che c’è da sapere sulla beta

Domenica 18 si è conclusa l’open beta di Metal Gear Survive, il tanto discusso nuovo gioco Konami post-separazione da Hideo Kojima. Sin dal primo annuncio del gioco, il titolo sembrava fosse un flop preannunciato. Abbiamo quindi provato per voi la beta per sondare il terreno e capire di cosa si tratta.

Non essere prevenuti quando si prova Survive potrebbe risultare difficile ad ogni fan della saga, ma bisogna saper distinguere l’essere fan dall’essere videogiocatore.
Ecco quindi tutto ciò che c’è da sapere sui contenuti presenti in questa prova messa a disposizione da Konami.

Hub di gioco e features

La beta ci butta a capofitto nel gameplay nudo e crudo. All’inizio consente prima la creazione del personaggio, le quali features sono esattamente identiche a quelle di MGS V, per poi portarci all’hub centrale. Hub che sembrerebbe essere una sorta di interfaccia in realtà virtuale in cui il nostro personaggio potrà muoversi, che ci accoglie in maniera molto scarna in cui il bianco e il nulla più totale la fanno da padrone. Qui tra varie interazioni potremmo salire di livello, creare equipaggiamenti coi materiali raccolti una sezione di addestramento per provare l’equipaggiamento  e ovviamente far partire le missioni. Altra feature interessante del titolo è la possibilità di fare partite in multiplayer, testando così anche la capacità dei server Konami.

L’hub del gioco

Missioni e gameplay

Parlando ora delle main quest, ci sono due cose principali da dire: la prima è che mentre ci si muove per la mappa di gioco è naturale sentirsi come se si fosse in The Phantom Pain, di fatti le differenze con l’ultimo vero capitolo della saga sono poche. L’altro punto è che il titolo sembra a tutti gli effetti un survival game nel quale bisogna affrontare orde di zombie l’una dopo l’altra approfittando dei pochi momenti in cui non verremo braccati da queste ultime per raccogliere materiali. Ciò non è necessariamente un male, trattandosi infatti dell’obiettivo di questo gioco what-if.

Il vostro principale scopo in queste missioni sarà difendere il macchinario per l’estrazione di Iris, minerale che sembrerebbe essere fondamentale nel gioco, dall’essere distrutto dagli zombie. Questi si avvicineranno orda dopo orda sempre in numero maggiore e portando con sé anche zombie speciali, quali zombie corazzati o  kamikaze con una testa gigante che esploderà una volta abbattuto.

La resistenza contro zombie di ogni tipo

Non crediate si tratti di un’impresa facile sopravvivere, non tanto per l’abilità dei mostri, quanto per la scarsità di risorse a vostra disposizione, che siano esse munizioni o materiali da costruzione. Parlando proprio di questi ultimi, saranno necessari per costruire e montare palizzate o trappole con lo scopo di arginare le orde nemiche o di sfoltirle in modo più rapido. 
Nella beta abbiamo potuto fare affidamento a barriere di legno, recinzioni, sacchi di sabbia, ognuno con una loro durata, e a trappole come torrette, piattaforme lanciafiamme o lame rotanti.

Il combattimento contro le creature è facile se si hanno a disposizione armi da fuoco, ma usando la lancia, o comunque qualsiasi arma corpo a corpo, le cose cambiano. Infatti utilizzando questo tipo di arma affrontare gli zombie risulta molto scomodo poichè non ci si può muovere durante l’animazione, quindi molto spesso contro le orde si rimane scoperti.
Un problema molto marcato che va oltre l’indubbiamente divertente gameplay, è lo stile di gioco applicato al titolo. Essendo in un modo o nell’altro questo un Metal Gear, il tipo di gioco è di base quello di uno stealth. Ma questo non risulta azzeccato per un survival game in cui si trovano scelte alquanto tragicomiche adottate come il  suono d’allerta se si viene scoperti da uno zombie.

 

Combattimento con armi corpo a corpo

La cosa che quindi si nota è che non si è cercato di differenziare il gameplay dallo stile di gioco tipico di ogni Metal Gear. Ma queste sono analisi condotte solo su una Beta, il gioco definitivo è un altro paio di maniche. Vi invitiamo quindi a restare sintonizzati per l’analisi del titolo in cui scopriremo se si tratta di un flop o di un titolo che può dire la sua.

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