fbpx
Approfondimento Film/Serie Tv

I Delitti del BarLume: Uno Sherlock toscano

serial

La serie di Sky che, secondo me, meriterebbe più attenzione

I Delitti del BarLume è una serie che il sottoscritto ha amato sin dal primo episodio trasmesso su Sky Cinema l’11 novembre del 2013. Ma di che parla questa serie? Come avete già intuito dal titolo è uno Sherlock…toscano.

Di cosa parla?

Immaginatevi Sherlock, ma dategli una laurea di matematica, un bar da gestire e piazzatelo in Toscana. Nell’immaginaria località di Pineta, quest’individuo di nome Massimo Viviani, interpretato da Filippo Timi, è il “barrista” (Come osa definirsi) di un localino in riva al mare chiamato BarLume, aperto grazie all’unico colpo di fortuna della sua vita: Un terno al TotoCalcio. Ma a fargli da Watson non c’è un giovane dall’aspetto vispo e un pochino ingenuo, bensì quattro ottuagenari che si ostinano a stare in quel bar a farsi gli affari degli altri.

BarLume

Questa serie di film è basata su una serie di romanzi di Marco Malvaldi, autore pisano (Infatti l’immaginaria Pineta è localizzata vicino a Pisa) che fa parte della stessa casa editrice che pubblica i romanzi di Andrea Camilleri (L’autore della serie di Montalbano). E visto che siamo in vena di collegamenti… La serie, oltre che essere prodotta da Sky, è anche prodotta dalla Palomar, che si occupa della serie di Montalbano.

Il sottoscritto, dopo aver consumato ogni singolo episodio della serie (Due episodi a stagione, ogni stagione a cadenza annuale e BBC Sherlock può solo spazzargli casa), ha cominciato pure a leggere i romanzi da cui è tratta e, a parte piccole differenze di scarsa rilevanza, buona parte sono abbastanza fedeli al romanzo da cui è tratto.

BarLume

Poi ci sono altri romanzi che hanno subito sostanziali modifiche, ma visto che non sono una di quelle persone che va a fare le pulci su ogni romanzo dicendo cose tipo “La scena tal dei tali doveva essere fatta in questo modo seguendo il romanzo” e cose così, me ne sono allegramente fregato.

Passiamo ai personaggi:

Oltre al già succitato Massimo Viviani, troviamo inoltre il gruppo degli anziani clienti fissi del bar:

  • Pilade del Tacca: Ex impiegato comunale sovrappeso (Il libro tende a sottolinearlo in più occasioni) ed è interpretato da Atos Davini.
  • Gino Rimediotti: Ex portalettere, lettore ufficiale del gruppo del giornale “Il Tirreno” (Sebbene nell’adattamento questa funzione è svolta dal telegiornale locale) ed è interpretato da Marcello Marziali.
  • Aldo Griffa: Proprietario del ristorante “Boccaccio”, unico del gruppo a lavorare ancora nonostante l’età ed è interpretato da Massimo Paganelli.
  • Ampelio Viviani: Ex ferroviere e Don Giovanni, è lo zio di Massimo (Nonostante nel libro è dichiarato come nonno) con una passione per il gelato ed è interpretato da Carlo Monni (Questo personaggio, presente nella prima stagione, viene fatto morire nella seconda a causa della morte dell’attore).
  • Emo Bandinelli: Pescivendolo dal carattere irritabile ed ex-suocero di Massimo (Perché Massimo Viviani, oltre ad essere noto come barista, è noto anche come cornuto) ed è interpretato da Alessandro Benvenuti (Questo personaggio, idealmente, dovrebbe sostituire Ampelio).

Inoltre, in questa serie compaiono due commissari di polizia dalla personalità diametralmente opposta:

  • Vittoria Fusco, commissario di polizia precisa e di conseguenza ligia al dovere, interpretata da Lucia Mascino.
  • Tassone, commissario di polizia (E successivamente questore di Pisa) distratto e con una passione per i dolci, interpretato da Michele Di Mauro.

Ci sarebbero altri personaggi da nominare, ma entrerei in ambito spoiler ed è ciò che voglio evitare.

Ci sono difetti in questa serie?

Forse il fatto che questa serie, specialmente nei primi due film, contiene alcune scene piccanti aggiunte apposta per il film e non presenti nell’originale. Poi col tempo risultano meno frequenti, per fortuna. E poi il difetto più classico di ogni serie investigativa: In una cittadina di qualche centinaio di abitanti ogni anno viene ammazzato qualcuno, ma quello viene appurato nel romanzo dove il protagonista si lamenta proprio di questo.

Dove si può trovare Pineta?

La serie, curiosamente, non è stata girata in qualche cittadina della provincia di Pisa come dovrebbe suggerire la località del libro, ma quasi interamente a Marciana Marina nell’Isola d’Elba. Inoltre, gli unici cambi di location consistono in alcune scene girate sul Monte Capanne e una scena nel cantiere dismesso di Vigneria, località di Rio Marina. Perciò, se qualche lettore livornese vuole far visita in quei posti, può mandare le foto in pagina.

Dove posso trovare questa serie?

Se avete Sky la potete scaricare tramite Sky Box Sets (Sistema che permette di guardare gli episodi quando ti pare anche senza Internet, e Netflix/Infinity gli possono solo pulire casa) ma, in caso non possiate permettervi Sky, qui sotto troverete dei link per dei DVD della serie (E includo pure dei link ai libri).

BarLume

Ah, Stannis La Rochelle di Boris in questo caso ha torto.

Per rimanere informati sul mondo nerd, continuate a seguirci sul nostro sito DrCommodore.it e su Facebook, Instagram, Telegram, YouTubeDiscord e Twitch.

Facebook Comments