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Smartphone Tech

Recovery: Tutto quello che avreste voluto sapere (Ma non avete mai osato chiedere)

È lunedì! E quindi? E quindi è tempo di lunedìfeels un nuovo episodio di “Tutto quello che avreste voluto sapere (Ma non avete mai osato chiedere)”. La nostra rubrica dedicata all’esplorazione del mondo del modding! (Qui il precedente articolo)

Oggi andiamo a parlare dello strumento che qualunque appassionato di modding deve saper usare. Quello strumento che con ogni probabilità vi eviterà di dover cambiare telefono ad ogni piccolo errore commesso nel modding (e se ne commettono tanti). Cos’è? Ovviamente: La Recovery!

Cos’è la recovery?

La recovery è un particolare programma, installato in una partizione di memoria del device, che funziona indipendentemente dal sistema operativo. Tutto ciò vi dice poco? Non vi preoccupate, ora ci torniamo. Il nome recovery, che significa “recupero” potrebbe già darci qualche indizio sul funzionamento di tale fondamentale parte di Android.

                                        Una delle prime recovery custom di android: la CWM

Questa, essendo installata a parte rispetto all’OS, può funzionare anche in caso di errori gravi del sistema (aka: tu pirla che hai sbagliato a installare il sistema). Questo ovviamente permette a noi utenti imbranati di poter andare a toccare il sistema del nostro smartphone un po’ più a “cuor leggero” (ma senza esagerare), perchè in caso di guai c’è sempre la recovery in cui tornare per rimettere a posto le cose.

Come? Ora lo vediamo

Cosa fa?

Come ormai avrete capito, nel mondo del modding non c’è mai una risposta univoca a questa domanda. Per iniziare dobbiamo fare un distinguo fra recovery:

  • stock
  • custom

Recovery Stock

Questo tipo di recovery sono quelle preinstallate dai vari produttori. Com’è facile intuire sono abbastanza scarne di funzionalità. Tuttavia già da sole forniscono una buona assicurazione sulla sopravvivenza del dispositivo.
Queste recovery solitamente offrono la possibilità di:

  • eseguire l’hard reset
  • cancellare la cache di sistema
  • installare aggiornamenti tramite ADB o dalla SD
                                                                 Classico esempio di recovery stock

I produttori solitamente utilizzano quest’ultima caratteristica per eseguire l’installazione degli aggiornamenti di sistema sugli smartphone. Quando un aggiornamento OTA (Over The Air), deve essere montato, il sistema utilizza la recovery per flasharlo. Essendo un programma esterno al sistema operativo, infatti, permette di poter modificare quest’ultimo restando al sicuro in una partizione diversa.

Ed è tenendo bene a mente questa cosa che andiamo a parlare delle…

Recovery Custom

Queste recovery non vengono fornite da un produttore, ma sono create dalla community e vanno installate manualmente dall’utente. Pur essendoci una discreta quantità di recovery custom, la più famosa e diffusa è senza dubbio la TWRP (Team Win Recovery Project).

Questa recovery è presente per quasi tutti i dispositivi ed è dotata di un grandissimo numero di funzionalità aggiuntive. Tra le principali riportiamo:

  • Installare archivi .zip
  • Eseguire dei wipe (ovvero delle formattazioni di partizioni di memoria) mirati
  • Effettuare un backup completo di tutto il sistema (compreso l’OS) detto  NAndroid Backup
  • Ripristinare NAndroid Backup, sovrascrivendo i dati attualmente presenti
  • Effettuare il mount/unmount del sistema
  • Utilizzare la shell di comando di Linux
                                                                 Ecco un esempio di recovery TWRP

Le prime due voci sono quelle, fra tutte, che rendono le custom recovery così importanti per il modding android.

La terza e la quarta invece forniscono un’ottima assicurazione sulla vita del vostro telefono qualora qualcosa andasse storto e non aveste voglia di perdere tutti i dati del vostro dispositivo.

Quali sono i rischi?

Gli unici rischi che si possono correre usando una recovery modificata sono quelli derivanti da un utilizzo improprio della medesima.

Per cui l’unica cosa che si può dire in questa sezione la sempreverde massima:

Se non lo capisci, non toccarlo!

Dove sta?

Dopo aver letto tutte queste caratteristiche potrebbe sorgere spontanea la domanda: ok, ma allora dove vado a vedere la recovery del mio smartphone? Il modo più rapido per accedervi è tramite una combo di tasti da eseguire sul dispositivo spento. Questa combinazione può variare da produttore a produttore, a seconda della presenza o meno di un tasto fisico per la home etc… Tendenzialmente però è qualcosa di simile a: Power + Vol Su (o giù) + tasto home (se presente in forma premibile).

Perchè usarla?

Poco sopra si diceva che la possibilità di installare zip e eseguire wipe rendono le recovery quasi indispensabili per il modding android. Ma per quale motivo?

Molto banalmente, qualunque modifica voi installiate sul telefono, da xposed framework a una custom rom (che cos’è vi starete chiedendo? Seguiteci nelle prossime settimane e lo scoprirete), questa sarà archiviata in un .zip.

Sarà infatti ricorrente nel modding dover scaricare un file zip contente ciò che vi interessa, salvarlo sul telefono, entrare in recovery e “flasharlo” (per flash si intende la procedura di installazione solitamente di un archivio compresso).

                                                              Ecco un esempio di rooting di un dispositivo android usando una recovery TWRP

E i wipe? I wipe, spesso alla partizione /data (contente i vostri dati) e /cache, saranno un’altra procedura eseguita piuttosto di frequente. Infatti quando si va a installare un nuovo sistema operativo o si va a moficare pesantemente quello pre-esistente, è sempre bene iniziare a lavorare su un “foglio bianco“, senza vecchie applicazioni che possano creare conflitto.
Anche questo strumento ovviamente va dosato con cura. Non sempre è una buona cosa fare i wipe di qualunque cosa capiti a tiro. Si rischia infatti di trovarsi con molta meno roba di quella che inizialmente si aveva, magari anche senza nemmeno il sistema!

È importante notare come in realtà qualunque delle operazioni che compie una recovery, siano eseguibili anche tramite PC via ADB (vi diremo anche cos’è questo, non disperate). Tuttavia una recovery modificata ha il vantaggio di poter essere usata in qualunque momento in qualunque luogo, e non solo quando si è seduti davanti al PC in casa.

In conclusione: non importa chi siete o cosa fate nella vita, l’importante è che abbiate sempre una recovery a pararvi il culo!

 

Alla prossima settimana!

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Marco Sacchet

Studente di ingegneria informatica, nerd da quando ne ho memoria, appassionato di android, spero di poter condividere con voi un po' della mia passione per tutto il mondo legato alla tecnologia e agli smartphone!