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God of War: Analisi e mitologia dello Story Trailer

“Ecco, là io vedo mia madre”
“Ecco, là io vedo mio padre”
“Ecco, ora chiamano me”

Queste le prime parole pronunciate da Atreus nel nuovo Story Trailer di God of War, pubblicato qualche giorno fa da Sony per annunciarne la data d’uscita, fissata per il 20 Aprile. Per chi se lo stesse chiedendo, no, non sono state inventate di sana pianta. Tali parole corrispondono infatti ad una preghiera funeraria vichinga, pervenutaci grazie agli scritti di Ahmad ibn Fadlan, storiografo arabo del X secolo che ha vissuto gran parte della sua vita tra i normanni. Tale preghiera inoltre è presente anche all’interno del film “il 13° Guerriero”. 

Le scene successive ci raccontano qualcosa in più sul perchè Atreus utilizza un arco come arma: questo è un retaggio della sua defunta madre, donna la cui identità è, almeno per il momento, ignota a noi giocatori. Finalmente poi ci viene mostrato il caro vecchio Kratos, stranamente calmo e poco adirato, che porta i suoi rispetti a quella che con tutta probabilità è la sua seconda moglie.

Il picco dei regni

Negli spezzoni seguenti Atreus chiarisce al giocatore quello che quasi sicuramente sarà l’obiettivo principale della main quest del nuovo God of War: portare le ceneri della madre al “Picco dei Regni“, al fine di rispettare in questo modo le sue ultime volontà. Poco dopo viene specificato che il Picco dei Regni non è un luogo terrestre, ma un regno che non appartiene agli abitanti di Midgard. Si, avete capito bene: Kratos ed Atreus dovranno avventurarsi ad Asgard, il regno degli dei. Odino, Thor e compagni farebbero bene a cominciare a tremare.

Mimìr: Chi è costui?

Al minuto 1:05 del trailer viene poi introdotta la figura di Mimìr, un gigante che nella mitologia norrena veniva considerato fonte di enorme saggezza. Le leggende narrano infatti che Odino intraprese un viaggio verso la terra dei giganti,  Jötunheimr, per acquisire l’onniscienza di cui Mimir era possessore. Il re di Asgard riuscì nel suo intento, ma a caro prezzo: egli infatti, dopo aver bevuto dalla fonte magica del gigante, fu costretto a cedere uno dei suoi occhi in cambio della conoscenza ottenuta.

Nel trailer di God of War sembra che Mimìr sia il custode del portale che conduce ad Asgard, ma non vi sono certezze in merito, dato che nelle leggende nordiche il custode del Bifrost è Heimdallr.

Mimìr inoltre rivolge uno strano invito a Kratos: quello di tagliargli la testa. No, non abbiate paura, il gigante non è assolutamente impazzito. Tale invito non è altro che la riproposizione in termini videoludici di un altra leggenda con protagonisti Mimìr ed Odino; Si narra infatti che al ritorno da Jötunheimr il re degli dei tagliò la testa dell’onnisciente gigante e la portò con sè per utilizzarla come oracolo.

I fabbri degli dei!

Il trailer poi continua presentandoci il Leviatano, l’ascia ghiacciata che sembra aver preso il posto delle Lame del Caos tutte fuoco e fiamme viste nei precedenti capitoli. Non vi è traccia di quest’arma all’interno delle leggende nordiche, ma siamo sicuri che questa sia stata forgiata dall’uomo dalla pelle blu che sta interloquendo con Kratos. Quell’uomo non è altri che un discendente della stirpe dei nani, noti per essere i fabbri che hanno forgiato Mjolnir e tantissime altre armi divine.

Kratos: da dio a padre

Successivamente si passa, un po’ a sorpresa oserei dire, al conflitto interno all’animo di Kratos. Egli con tutta probabilità ha tenuto nascosta la sua natura omicida e divina sia alla sua defunta moglie sia, soprattutto, ad Atreus, il quale potrebbe essere a sua volta un dio.

Forse per la prima volta dall’inizio della saga ci viene finalmente mostrato un Kratos più umano, che abbandona le vesti di dio della guerra per diventare semplicemente un padre. Un padre che continua a mentire a suo figlio per proteggerlo, un padre che è consapevole del peso delle sue azioni e che non vuole in alcun modo passare tale fardello a nessuno dei suoi cari. Kratos non è più mosso dalla vendetta; è mosso dall’amore per i suoi cari. Emblematico in tal senso è il dialogo in cui Kratos invita Atreus a ragionare prima di uccidere indiscriminatamente chiunque tagli loro la strada.

Come dicevo, è molto probabile che Atreus sia un dio, proprio come suo padre, e ciò ci viene confermato dal fatto che la misteriosa “malattia” di cui sembra affetto il giovane coprotagonista del titolo è in realtà una manifestazione della sua vera natura, una natura violenta e divina che prima o poi siamo sicuri verrà fuori.

Spettacolare poi il più esplicito rimando al retaggio di Kratos, al suo passato ed alla voglia di distaccarsi da quest’ultimo. La scena in cui il dio rimette a posto le cadenti bende che coprono i segni delle catene inferti dalle Lame del Caos è davvero emblematica,  e mostra, come se ce ne fosse ulteriore bisogno, che questo God of War è un nuovo inizio sia per Kratos, sia per la saga tutta.

Il Serpente del Mondo

In conclusione viene poi mostrato di nuovo Miðgarðsormr, il serpente del mondo già visto nel trailer mostrato all’E3 2017. Si dice che questo serpente fosse stato generato dall’unione clandestina tra Loki e la gigantessa Angrbooa e che Odino, venuto a conoscenza di tale unione, avesse deciso di relegare il Serpente del Mondo all’interno delle profondità marine. L’unico a riuscire in tale intento fu Thor, il figlio di Odino, che diventò per questo motivo il nemico giurato di  Miðgarðsormr. Non sappiamo ancora le intenzioni che questo potrà avere all’interno del nuovo God of War, ma non crediamo che queste siano particolarmente amichevoli.

Purtroppo le scene successive sono tutte particolarmente confuse, quindi non possiamo avventurarci in analisi particolarmente approfondite. Menzione d’onore per Atreus, che chiede a Kratos se ha mai ucciso un mostro grosso come quello visto nel trailer. Ah, piccolino, you know nothing..

Insomma, questo God of War, all’apparenza più maturo e meno violento, sembra promettere davvero bene. Non ci resta altro che aspettare il 20 Aprile per scoprire se la lunga attesa dei fan verrà ripagata.

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Carlo D'Alise

Videogiocatore dagli indimenticabili tempi dello SNES. Praticante avvocato nel tempo libero, appassionato in particolare di Action, Soulslike ed RPG, ma in generale del videogioco in (quasi) tutte le sue declinazioni. Sono ad un panino dall'obesità.