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Recensione LG Q8, la multimedialità prima di tutto.

Cari lettori, commodoriani e non, oggi parliamo di LG Q8,  un dispositivo curioso che unisce le caratteristiche di LG V20 e LG G6 in uno smartphone ibrido, uscito in Giappone l’anno scorso con il nome di LG V34 e riproposto in questa versione nel nostro paese in vendita tramite Amazon da Luglio 2017.

Vediamolo insieme.

Scheda tecnica

Dal punto di vista tecnico, LG Q8 non si fa mancare quasi nulla. Abbiamo infatti un processore abbastanza potente, lo Snapdragon 820,  supportato da 4GB di RAM e 32GB di memoria interna (sempre un po’ strettini). Abbiamo inoltre una doppia fotocamera tele+grandangolo da 16+13MP e una fotocamera frontale da 5MP, una batteria da 3000mAh e un display da 5,2″ con risoluzione QuadHD. Troviamo inoltre una peculiarità: un secondo display (ereditato da V20) dove possiamo interagire per svariate cose (ne parliamo più in là).
Inoltre il telefono di un QuadDac HD a 32 bit per migliorare la qualità audio in cuffia ed è animato da Android nella sua versione 7.0.

Design, ergonomia e materiali

I materiali sono semplici quanto efficaci: alluminio per il corpo, vetro frontale. Presenta infatti una scocca unibody che comprende anche il frame, dove troviamo il carrellino per la SIM+MicroSD, jack per le cuffie, ingresso USB Type – C con supporto all’OTG e i classici tasti, eccetto il tasto di accensione/spegnimento, che, come da tradizione LG,  è posto sul retro e funge anche da sensore d’impronte digitali. Troviamo sul lato superiore anche un sensore IR (tornando al discorso di Honor 9 degli scherzoni nei Bar, è molto utile quanto divertente). La parte frontale presenta invece il sensore di luminosità, la fotocamera frontale da 5MP e il doppio display.
Ve lo dico chiaro e tondo: LG Q8 non è bellissimo. O meglio, non colpisce l’occhio. È un po’ bruttarello e quei cornicioni sul display non fanno gridare di gioia. Però  è comodissimo da tenere in mano,  il touch&feel è ottimo ed è molto molto leggero.
Non sarà un capolavoro di design, ma come comodità ci siamo.
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Esperienza d’uso

Il software è praticamente lo stesso che troviamo su LG G6, e, visto che porta su lo Snapdragon820 (e G6 l’821), anche le prestazioni sono le medesime. Cosa cambia? Lo Snapdragon 820 si frega un po’ più di risorse e batteria, e inoltre scaldicchia di più: non è una stufetta, ma poco ci manca.
Ma il cambiamento più grande DOVREBBE farlo il secondo display. A schermo spento funge da Always-On-Display (non consuma tanto vista la risoluzione SD, quindi non impatta molto sulla batteria nonostante sia un LCD) con delle piccole funzionalità, oltre a riportare orario, notifiche e batteria, mostra degli shortcut verso alcune impostazioni, e, se c’è in riproduzione qualcosa, mostra i comandi play/pausa, etc.
Insomma, la sua piccola utilità a schermo spento ce l’ha.
A schermo acceso forse invece un po’ meno: eccetto mostrare notifiche, orario, alcuni shortcut (accessibili comunemente dal menù delle notifiche o dalla home) e una firma personalizzata non fa molto. Insomma, è una peculiarità, ma niente di eccezionale o rivoluzionario.

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Il sistema comunque è fluido, gira senza impuntamenti di sorta e le applicazioni più pesanti vanno senza problemi, anche sotto stress.
Il display invece è una delle parti più interessanti di questo dispositivo: un LCD IPS QuadHD, luminosissimo e super definito. I colori sono perfettamente tarati e c’è il supporto all’HDR 10 e al DolbyVision. Netflix su questo display è tanta roba.
Oltre a quello, il comparto audio è eccellente. L’audio in capsula e in vivavoce si sente benissimo ed è pulito, e in cuffia, grazie al QuadDAC HD a 32 bit, l’audio ottiene un profilo più naturale, il volume è pompato al massimo e i bassi e gli alti sono ben calibrati. L’equalizzatore offre moltissime opzioni, e con delle cuffie di buona qualità si avrà un audio immersivo e potente, vi dimenticherete quasi dove siete.
Per quanto riguarda il lato ricezione troviamo invece qualcosa di un po’ più basso: l’ascensore-bunker non è superato, e la ricezione è pari a quella di G6. Buona ma non fa gridare al miracolo.

Fotocamera

Anche qui ci siamo, insomma, LG Q8 è uno smartphone basato sulla multimedialità e anche qua si vede. La fotocamera principale da 16MP offre degli scatti bellissimi, e l’HDR lavora tanto e aiuta.
La  modalità manuale è la medesima che troviamo su LG G6 e ci offre tantissime possibilità tra cui dei tempi di esposizione particolarmente  lunghi.
Il risultato è quello che vedete nella galleria qua sotto:

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Anche i video non sono male, fino a 4K, ma  i migliori sono quelli a 1080p e 60FPS
La fotocamera frontale offre invece degli scatti discreti.

Batteria

Qui andiamo a toccare un aspetto che mi ha deluso: con la mia classica giornata stress non sono riuscito a fare più di 3,40 h di schermo, con l’utilizzo normale si arriva invece al pelo delle 4,30h. Tutto questo è chiaramente dovuto alla scelta dello Snapdragon 820: per quanto sia un processore potente, non consente a questo LG Q8 di gestire al meglio le risorse, dimostrandosi, di nuovo, un processore molto energivoro, come dissi anche per Xperia XZs. Insomma, abbiamo l’821 che è più parsimonioso, perché non usarlo?  Forse per differenziarlo da G6 che ha l’821, ma visto il prezzo a cui è proposto questo Q8 non mi sarei nemmeno posto il problema.
Sta di fatto, che questi risultati per un telefono basato sulla multimedialità, non sono proprio un granchè.

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PUNTEGGIO
  • 7/10
    VOTO COMPLESSIVO - 7,5/10

Considerazioni finali:

LG Q8 è uno smartphone completo, potente, funzionale ed affidabile, basato sulla multimedialità e con un audio veramente da paura. Ha qualche piccolo difetto, come per esempio la poca utilità del secondo display e una durata della batteria non proprio tra le migliori, ma resta comunque un validissimo prodotto.
LG Q8 è acquistabile su Amazon per circa 450€, un prezzo abbastanza a fuoco per il tipo di prodotto offerto, a fronte degli esageratissimi 600 euro a cui era stato proposto inizialmente.

L'autore

Federico Basanese

24 anni, Milano. Programmatore di giorno, appassionato di tecnologia di notte. Prediligo il mondo degli smartphone, trovandoli ormai un'estensone del corpo (preferisco scrollare facebook che il passare tempo con gli amici) e non più dei semplici strumenti. Mi emozionano tantissimo l'IoT e il sushi.

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